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Al Teatro del Carmine “Tipi” di un’umanità sgangherata

Titolo: Tipi
Sceneggiatura, Regia, Interpretazione: Roberto Ciufoli
Musiche: Maestro David Barittoni
Luogo: Teatro del Carmine, Tempio Pausania (OT)
Data: 21 novembre 2016, ore 21.00

Scritto, diretto ed interpretato da Roberto Ciufoli, il recital comico non poteva che ispirarsi all’uomo e alla sua eterogeneità, proponendo il meglio e il peggio dell’umanità. Così l’artista, partendo da se stesso, snocciola ed etichetta le vite di tutti noi per regalare al pubblico il ritratto di uno sportivo alle prime armi con gli sci, quello di un pigro troppo stanco per agire o di un timido intrappolato nelle proprie paure. A fare da contraltare alle paturnie umane, poi, giungono i supereroi, ma le stranezze che li contraddistinguono trasformano anche loro. Ed ecco Superman che ridiventa semplicemente Clark Kent e Zorro che non è più un idolo senza la sua maschera.

I “Tipi” sono, dunque, infiniti tanto quanto le slides che il maestro Barittoni sostituisce durante la narrazione, ma, a ben guardare, derivano sempre da due generi umani: maschile e femminile, uomo e donna. Due modelli che personificano il significato più recondito del termine “tipo” che, in greco antico, significa per l’appunto “impronta, carattere“. Ed è proprio grazie a quel marchio tanto fisico quanto psichico che ogni essere umano è comicamente unico. Questo ci ricorda, tra una risata e una parrucca, Roberto Ciufoli, senza mai sbagliare la caratterizzazione dei suoi personaggi.

La gestualità quasi maniacale gli rende onore e riporta alla mente dello spettatore attento il buon tempo andato in cui l’attore sperimentava se stesso in T.V. Buona anche la vocalità, sebbene ingiustamente aiutata da un inutile microfono che, tuttavia, non ha impedito al pubblico di riscaldarsi e ridere di cuore. Una sfida piuttosto difficile, considerata la struttura narrativa e l’incipit un po’ fiacco che ben poco faceva sperare.

Ad aiutarlo non poteva essere neppure la scenografia, caratterizzata da una sedia e pochi oggetti di supporto utili, perlopiù, al cambio costumi. A tal riguardo, per ciò che concerne i vestiti scenici, bisognerebbe precisare che il minimalismo ha trionfato: una giacca di pigiama, due parrucche ed un paio di occhiali. Nulla di più è ciò che occorre ad un attore per essere altro da sé.
Tutt’altro che ridotto è stato invece l’accompagnamento musicale, reso ancora più sui generis dal maestro David Barittoni che, colto da spasmi artistici, improvvisava surreali melodie suonate e cantate. Nel complesso un recital interessante, in cui si ride sinceramente e si impara l’autoironia. Uno spettacolo all’inizio incerto, claudicante, dubbioso quasi quanto l’insicuro che Ciufoli andrà di lì a breve a descrivere, ma che dopo i primi minuti si lascia andare e passa dalle battute già sentite alla comicità più pura.

Punteggio: ☻☻☻☻ (4 su 5)

Info su Eva Ferrari

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