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Riformatori Sardi sulla sanità sarda scadente

“L’indagine statistica dell’istituto Demoskopika mostra una sanità sarda che sotto la guida della Giunta regionale di centrosinistra e dei suoi commissari Asl continua a peggiorare, con un dato in particolare che dovrebbe mettere in allarme qualsiasi buon amministratore: quel 30 per cento di indice di soddisfazione da parte dei cittadini che dimostra quanto la gestione del sistema sanitario sia lontana dal riuscire a dare delle risposte ai bisogni dei sardi”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, commentando la rilevazione sulle performance sanitarie nelle regioni italiane diffusa oggi dall’istituto di ricerca.“Certo, non tutti i parametri analizzati hanno dato risultati così negativi”, prosegue Dedoni. “Se quelli relativi all’efficienza piazzano la Sardegna agli ultimi posti, ci possiamo consolare con la decima posizione nella spesa per la retribuzione dei dirigenti, che offre un indizio interessante su come sia possibile che un sistema sanitario che produce così poco riesca a mangiarsi più della metà del bilancio regionale. Deve essere per questa brillante performance, conseguita in quello che, giova ricordarlo, è stato il primo anno di applicazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario studiato dall’esecutivo, che i commissari Asl sono stati premiati con una scelta all’insegna della continuità che li vede confermati alla guida delle Aree socio-sanitarie locali in cui si articola la neonata Azienda per la tutela della salute, per giunta con un ulteriore incremento dei compensi”.
“Davanti a dati del genere, destano ancora più preoccupazione le scelte che il centrosinistra sta portando avanti”, conclude Dedoni, “con la nascita di un’azienda unica regionale che riproduce su scala allargata la struttura delle vecchie Asl e con le nomine dei dirigenti che restano saldamente nelle mani delle segreterie di partito. Fintanto che si continueranno a mettere al primo posto le carriere, le clientele e il mantenimento dei bacini elettorali ed in secondo piano l’offerta di un servizio che garantisca qualità ed efficienza, ci sono tutte le condizioni perché la sanità sarda continui a peggiorare, generando costi sempre maggiori ed aggravando le disuguaglianze tra i cittadini”.

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