Home / Cronaca / Qatar Mater Olbia Hospital Investimento a forte rischio

Qatar Mater Olbia Hospital Investimento a forte rischio

In questa torrida estate stiamo assistendo a continui proclami, oltre addirittura ad incontri istituzionali sul versante Romano, che hanno fatto emergere situazioni al quanto inverosimili.Ci riferiamo all’incontro tra l’onorevole Gianpiero Scanu, delfino – a quanto pare – del Ministro ai Trasporti Gianfranco Delrio, e l’ambasciatore del Qatar a Roma, Mr Sultan Saad Sultan Khalaf Al- Muraikhi. A ciò si devono aggiungere, tra l’altro, i continui proclami del Sindaco di Golfo Aranci Giuseppe Fasolino, inseritosi di prepotenza nel set pubblicitario del Mater Olbia Hospital.

Non si capisce, ad esempio, il perché dell’incontro romano mascherato dalla crisi Internazionale dei paesi del Golfo, tra l’On. Scanu e l’ambasciatore del Qatar, considerato che l’On. Scanu non presiede e non è componente di alcuna commissione del Ministero degli Affari Esteri. Ma, soprattutto, fanno specie e destano notevole sorpresa, le rassicurazioni e i proclami giornalistici, che, fatte le opportune considerazioni, risultano piuttosto fuorvianti sullo sbandierato completamento del Mater Olbia entro l’agosto del 2018. Qualcuno ignora che la struttura sanitaria privata, almeno al momento, è un cantiere a cielo aperto e soprattutto e vietato l’ingresso della carta stampata. Si tratta di proclami pilotati da certe parti politiche locali?

Perché tanto attivismo, da un po’ di tempo a questa parte, dell’onorevole Scanu? Forse si vogliono giustificare e “mascherare” i ritardi di circa 30 mesi nel mancato completamento e avviamento del Mater Olbia Hospital, entro i termini e gli impegni assunti a suo tempo dalle parti? Ad Olbia, ormai, i cittadini sono stanchi, per non dire nauseati, dei continui proclami che, appunto, certi politici locali continuano ad annunciare in tutte le salse, salvo poi essere smentiti, sistematicamente, da fatti e relative circostanze sotto gli occhi di tutti.

Al di là, comunque, delle allocuzioni solenni che quasi mai hanno trovato regolari riscontri, c’è da essere felici se realmente Mr. Rashid Al-Naimi Ceo di Qatar Foundation Endowment (QFE) e la Fondazione Policlinico Universitario Gemelli di Roma (Vaticano) hanno firmato il 13/07/2017 una joint venture di cui si parlava già da alcuni mesi. La proclamata joint venture dovrebbe essere la costituzione della nuova società, la “MATER OLBIA Spa”, costituita, appunto, nel novembre 2016. Peccato, però, che anche i proclami giornalistici non mirino, come sarebbe opportuno e doveroso, a spiegare al lettore il reale contenuto e il perché della costituzione della nuova Spa, anche se del tanto proclamato accordo, a nostro avviso, sembra esserci tanto arrosto e nessuna sostanza. La solita buffala? Forse certi politici locali non sanno più che pesci prendere?

È molto strano, tuttavia, che QFE possa firmare tale accordo poiché la proprietà dell’ospedale risulta essere della SHRP S.r.l. Ciò significa che, sulla base delle leggi nazionali, dovrebbe essere la SHRP S.r.l. a firmare tale accordo di partnership, anche se il suo presidente pro tempore risulta ancora Tidu Maini. In secondo luogo, pare ancora in alto mare la convenzione tra SRHP S.r.l. e la Regione Sardegna Assessorato alla Sanità. Ricordiamo, in proposito, che il 27 dicembre 2017 scade la firma della convenzione dei posti letto, salvo proroga del governo nazionale, senza considerare il grande bluff della telemedicina e il mancato acquisto dei Macchinari. Vero è che tanti medici liberi professionisti che sono stati contattati dall’entourage romano ex Qatar, puntualmente hanno declinato l’invito.

In terzo luogo, c’è da chiedersi: che fine ha fatto il tanto proclamato Manager napoletano Lucio Rispo? Lasciamo che la risposta, a tempo debito, la fornisca il quartetto Delrio – Scanu – Giovannelli – Merlini. Nel turbinio di proclami e dichiarazioni, tuttavia, si è perso di vista un aspetto molto importante.

Si dimentica, infatti, che l’ospedale Mater Olbia Ospital ha un grande, anzi grandissimo problema quanto la montagna del Monte Tabor, problema legato alla titolarità delle terre fin dal 2015 di proprietà di Alessandro Marini. Si tratta delle terre dove dovrebbe essere incentrato l’investimento da un miliardo e cinquecento milioni di euro, grazie al piano di lottizzazione approvato dal Comune di Olbia in concerto con la Regione Autonoma della Sardegna (Nuova deliberazione n°18 del 07/03/2016) e sviluppa ora una volumetria impressionante di circa 966.726 MC, di cui 319.081 Mq oltre parcheggi e verde pubblico, un’area che ricade dentro la zona di salvaguardia naturalistica a 300 m dal mare. È un terreno di 60 ettari che ha raggiunto, mediante la sua edificabilità, un valore commerciale di circa 400 milioni di euro.

Il ragazzo di Ploaghe (Marini ndr), per il tramite dei suoi legali fiduciari, ha praticamente in mano la vita o la morte del compendio ospedaliero e, conseguentemente, il Qatar si vede bloccata sia la convenzione di 550 Milioni di Euro in 10 anni, oltre l’annullamento dell’atto di acquisto del compendio ospedaliero, per cui l’intero investimento potrebbe essere compromesso. È evidente che fino a quando non sarà risolto il problema dei terreni, il Mater Olbia Hospital e, di riflesso, lo stesso investimento, “non sa da fare”. Va precisato, al riguardo, che il Marini è stato tirato dentro in questo epocale affare grazie alla malafede, prepotenza, scarsa diligenza e professionalità, di chi mirava a “scalzarlo” da quei terreni attraverso la creazione di condizioni giuridiche e giudiziarie atte ad “incastrarlo” con qualsiasi mezzo e costruendo cosi  false accuse nei suoi confronti, vicenda di cui, qualche mese fa, ci siamo occupati su queste colonne con un articolo dal titolo “Mater Olbia (The Great Political Mess) il grande pasticcio Politico.”

Non mancheranno sviluppi eclatanti, reali e documentati, per il bene della Sardegna e della Gallura in particolare. A quel punto, sicuramente qualcuno rimarrà esterrefatto della notizia che a giorni pubblicheremo, naturalmente spiegando la verità con atti ufficiali alla mano.

Non si può fare a meno, infine, di sottolineare che in Sardegna esistono persone oneste, politici per bene, professionisti intelligenti, motivo per cui sua maestà, Emiro Tamim bin Hamad al-Thani, in tutta questa storia ha avuto un grande alleato che le ha fatto emergere la reale situazione, per lo più imbarazzante nell’asse Roma -Doha-Olbia, relativamente, appunto, a certi soggetti coinvolti nell’operazione Mater Olbia Hospital. L’Emiro ha avuto un grande alleato in Alessandro Marini e, in proposito, possiamo concludere ricordando che “non bisogna avere paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti”.

Info su La Redazione

Controlla Anche

abusivismo gdf Oristano

Oristano. Operazioni della Guardia di Finanza a contrasto dell’abusivismo commerciale e della contraffazione

Nell’ambito dei piano di contrasto all’abusivismo commerciale e al contrasto del mercato del contraffatto, nella …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

AlphaOmega Captcha Classica  –  Enter Security Code
     
 

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com